Le icone del calcio #4: Thierry Henry

Le icone del calcio #4: Thierry Henry

Questa rubrica, in collaborazione con @calcio.in.borghese, ha l’obiettivo di ripercorrere, a tappe, la carriera di chi l’ha storia l’ha fatta sul rettangolo verde, ispirando generazioni e vincendo tutto. 

HENRY, LEGGENDA

1 campionato francese, 2 inglesi e 2 spagnoli, una Champions , un Mondiale ed un Europeo, una breve ma intensa introduzione ad uno degli attaccanti più forti di sempre, presente nella Fifa 100 stilata da Pelé: signore e signori, Thierry Henry.

GLI INIZI

Henry nasce a Parigi, nel 1977, da padre originario delle Piccole Antille e madre martinicana.

A 7 anni sboccia l’amore per il pallone e si iscrive ad una scuola calcio locale; passano poche annate e nel 1990 il Monaco se lo accaparra, dopo averlo visionato dall’’osservatore Arnold Catalano in una partita vinta 6 a 0 letteralmente da Henry: tutte le reti difatti furono sue.

Viene allenato da Sua maestà Arsène Wenger nelle giovanili del Monaco, un legame che si protrarrà per anni e anni.

Henry da giovanissimo

SULLA BUONA STRADA

Nel 1994, a soli 17 anni, Henry esordisce nel Monaco, sempre allenato da Wenger, che varia la sua posizione fra Ala e centravanti.

Nel ‘97 grazie a 7 reti contribuisce al raggiungimento delle semifinali di Champions con il Monaco, e nel ‘98 viene convocato in Nazionale, squadra che nello stesso anno vincerà il Mondiale: a soli 20 anni Henry era già sulla bocca di tutti.

LA JUVENTUS CI PROVA

Nel gennaio del ‘99 la Juve, per rimediare al grave infortunio di Del Piero nell’autunno del ‘98, acquista il giovane Titì, come viene soprannominato da tutti.

Le presenze a Torino furono solo 16 e i gol 3. A fine stagione l’Arsenal si butta sul giovane promettente, sarà la svolta della carriera di Henry, con numeri da capogiro, si parla di 228 gol in 377 partite considerando tutte le competizioni.

Henry alla Juventus, un amore mai sbocciato

L’ESPLOSIONE DEFINITIVA

Wenger vuole fortemente Henry, che lo accontenta fin da subito.
Il francese era stato chiamato per sostituire il partente Anelka, non uno qualunque, ed alla prima stagione sigla 26 sigilli conditi da 11 assist in 47 partite, semplicemente clamoroso.

Nel 2000 Henry vince l’europeo, sono gli anni d’oro francesi. Durante la quarta stagione Titì aveva già toccato quota 100 con i Gunners.

Vince la scarpa d’oro due volte e si classifica secondo alla corsa per il pallone d’oro ben 2 volte, nel 2003 e nel 2006, quando lo vinse il nostro Cannavaro.

Henry e l’Europeo vinto nel 2000

CHAMPIONS LEAGUE E DECLINO

Nel 2007 passa al Barcelllona dove finalmente nella stagione 2008-2009 riesce a vincere la Champions League; nella stessa stagione, insieme a Messi ed Eto’o, fa il record di gol di un tridente d’attacco nella Liga, 72 gol in 3.

Dal 2010 al 2014 chiude la carriera si NY Red Bulls, con una piccola parentesi malinconica nel 2012 all’Arsenal, dove però giocherà solo 4 partite.

Si chiude così la carriera di un bomber che ha saputo modernizzare la figura dell’attaccante, svariando tra zone centrali ed esterne dell’attacco ma riuscendo sempre a segnare tanti, tantissimi gol.

Pubblicato da sapienzasportiva

Sapienza Sportiva nasce per raccontare quotidianamente storie di sport tramite articoli brevi e veloci da leggere. Instagram: @sapienzasportiva